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Lynx Magazine, uno sguardo senza confini
Il primo servizio racconta il Carso tra Trieste e la Slovenia come un laboratorio europeo di biodiversità, dove il progetto Kras4Us promuove una gestione sostenibile coinvolgendo comunità locali e agricoltori. Il recupero dei pascoli abbandonati e il ritorno a pratiche agricole estensive sono centrali per aumentare la biodiversità e prevenire incendi, contrastando la chiusura del paesaggio. Il GAL Carso guida questo processo integrando sviluppo economico, promozione e cooperazione transfrontaliera per ricostruire un territorio storicamente diviso.
Nel cuore di Trieste, la storica Drogheria Toso è un negozio-museo che conserva atmosfere, oggetti e tradizioni dei primi del Novecento, gestito dalla famiglia Kosmina dal 1935. Attraverso racconti e aneddoti, emerge la trasformazione del commercio e della vita quotidiana, dai tempi del petrolio e dei colori artigianali fino alla vendita odierna di tè, saponi e prodotti rari. Oggi il negozio resta un punto di riferimento umano e culturale, dove diverse lingue e generazioni si incontrano, mantenendo viva una memoria collettiva che resiste al tempo.
Il servizio racconta come, tra Otto e Novecento, nobildonne e figure influenti come Elisabetta di Baviera, Stephanie Glax e Maude Holbach abbiano contribuito a trasformare l’immagine turistica dell’Istria e della Dalmazia, rendendo attrattive le località balneari attraverso racconti, immagini e stili di vita. Nel tempo il ruolo femminile nel turismo si è ampliato, passando da musa e promotrice a protagonista attiva e professionista in un settore oggi a maggioranza femminile. Tuttavia persistono disuguaglianze nelle posizioni dirigenziali e nelle retribuzioni, evidenziando le sfide ancora aperte tra lavoro, carriera e vita privata.
Al festival Escale à Sète di Sète, la Slovenia partecipa per la prima volta presentando il proprio patrimonio marittimo e culturale, rafforzando legami storici anche attraverso la figura di Paul Valéry. I comuni di Capodistria e Pirano hanno puntato su una presenza “boutique”, valorizzando tradizioni come la salinicoltura, la pesca e la musica popolare. L’evento diventa così un’occasione per riaffermare l’identità marittima slovena e costruire nuove relazioni culturali e simboliche nel Mediterraneo.